Quando si pensa a Sting, vengono subito in mente i Police, una straordinaria carriera solista e alcune delle canzoni più iconiche della musica contemporanea. Ma c’è un aspetto del suo percorso artistico che molti non conoscono: Sting è stato candidato quattro volte agli Academy Awards nella categoria Miglior Canzone Originale.
Le sue candidature raccontano un artista capace di andare oltre il mondo della musica, mettendo il proprio talento al servizio del cinema e dando vita a brani che hanno accompagnato film molto diversi tra loro.
Il debutto con la Disney
La prima candidatura arrivò nel 2001 grazie a “My Funny Friend and Me”, scritta insieme a David Hartley per il film Disney Le follie dell’imperatore (The Emperor’s New Groove).
Il brano, una delicata ballata che accompagna i titoli di coda del film, mostrò un lato più intimo della scrittura di Sting e gli regalò la sua prima nomination agli Oscar. Alla cerimonia, però, la statuetta andò a Bob Dylan con Things Have Changed, colonna sonora del film Wonder Boys.
Una canzone d’amore senza tempo
L’anno successivo Sting tornò agli Oscar con “Until…”, composta per la commedia romantica Kate & Leopold, interpretata da Hugh Jackman e Meg Ryan.
La canzone conquistò pubblico e critica e, pur non vincendo l’Oscar, ottenne un importante riconoscimento ai Golden Globe, dove fu premiata come Miglior Canzone Originale.
La poesia di Cold Mountain
Nel 2004 arrivò la terza candidatura con “You Will Be My Ain True Love”, scritta per Ritorno a Cold Mountain (Cold Mountain) e interpretata insieme alla cantante bluegrass Alison Krauss.
Il brano, intenso e raffinato, accompagnava una delle storie d’amore più emozionanti del film e confermò la capacità di Sting di adattare il proprio stile a contesti cinematografici molto diversi. Anche in questo caso la candidatura sfumò, ma la canzone rimane una delle sue composizioni più apprezzate per il cinema.
Un omaggio che commosse Hollywood
L’ultima nomination arrivò nel 2017 con “The Empty Chair”, scritta insieme a J. Ralph per il documentario Jim: The James Foley Story.
La canzone rende omaggio al giornalista americano James Foley, rapito in Siria e ucciso nel 2014. Durante la cerimonia degli Oscar, Sting la interpretò in una delle esibizioni più toccanti della serata, trasformando il palco del Dolby Theatre in un momento di raccoglimento e memoria.
Un artista capace di attraversare i linguaggi
Pur non avendo mai conquistato la statuetta, le quattro candidature agli Oscar raccontano la straordinaria versatilità di Sting. Le sue canzoni non hanno accompagnato soltanto album di successo, ma anche film d’animazione, storie romantiche, drammi storici e documentari di grande impatto civile.
È la dimostrazione che il suo talento di autore è riuscito a superare i confini della musica pop e rock, trovando spazio anche nel linguaggio del cinema.
Un altro motivo per cui, dopo oltre quarant’anni di carriera, Sting continua a essere considerato uno dei più grandi cantautori della scena internazionale.

