In uscita “ABBEY’S ROAD", il nuovo disco omaggio di Ada Montellanico a Abbey Lincoln
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ABBEY’S ROAD, Omaggio a Abbey Lincoln

Ada Montellanico quintetto featuring Giovanni Falzone 

Ada Montellanico - Voce

Giovanni Falzone - Tromba e arrangiamenti

Filippo Vignato - Trombone

Matteo Bortone - Contrabbasso

Ermanno Baron - Batteria

Dopo Suono di Donna Ada Montellanico torna con un disco omaggio alla grande Abbey Lincoln: “ABBEY’S ROAD", un nuovo progetto ricco di interpretazione, capace di mettere in risalto la forza narratrice e la valenza sociale delle composizioni della Lincoln 

 

Ada Montellanico, tra le più importanti e preziose interpreti del panorama nazionale, con l’estrema originalità ed empatia che la contraddistingue, torna con il nuovo disco ABBEY’S ROAD in uscita il 20 gennaio, un album che mette in risalto la forza narratrice delle composizioni di Abbey Lincoln, esaltando quello che è il carattere africano del suo mondo sonoro e la sua profonda trasgressività.

Accompagnata da una band atipica, ovvero caratterizzata dalla mancanza di uno strumento armonico, questa particolare formazione dona all’album un sound energico e coinvolgente, esaltato dagli arrangiamenti curati dal grande trombettista Giovanni Falzone. A loro si uniscono alcuni astri nascenti del jazz italiano: Matteo Bortone al contrabbasso, vincitore del Top Jazz 2015, Filippo Vignato al trombone e Ermanno Baron alla batteria.

Il nuovo album "ABBEY’S ROAD" esplora la Lincoln autrice ed il suo lato di magnifica interprete di composizioni che hanno reso ricco quel panorama jazzistico, la cui musica ha rappresentato un forte messaggio per l’emancipazione del popolo nero. Gli arrangiamenti sono totalmente originali e tesi a restituire il senso profondo del repertorio di questa grande artista la cui dote è descritta ammirevolmente da Nat Hentoff come “capacità di diventare essa stessa parte di una canzone”.

Abbey Lincoln rappresenta una figura leggendaria, non solo in ambito musicale ma per l’intero movimento Black Power. Cantante e autrice di autentica originalità, dal sound aspro e sensuale e dalle coloriture africane, Abbey Lincoln è stata iniziatrice di una nuova strada del jazz vocale, idealmente vicina ad altre grandi artiste quali Billie Holiday e Nina Simone. Dagli anni ’60 a fianco di Max Roach, la sua carriera artistica è stata sempre accompagnata alla sua intensa attività in seno alla comunità nera, facendo sì che la sua musica diventasse cassa di risonanza nella denuncia delle discriminazioni razziali vissute dalla popolazione afroamericana.

Su questo percorso di impegno sociale si colloca il nuovo progetto di Ada Montellanico che cammina ‘sulla strada di Abbey’, abbracciando con passione i contenuti della sua vita artistica e politica.

Ada, come nasce l’idea di questo nuovo progetto e come hai scelto il repertorio? Si pone in continuità con le scelte del passato, che hanno ruotato intorno a Billie Holiday?

"L’idea è nata da tempo, in "Suono di Donna" avevo già inserito un brano che ho replicato all’interno di questo disco, ma con tutt’altro arrangiamento. Abbey Lincoln è una figura che mi ha sempre affascinato. Amo la cantante interprete. Sono interessata principalmente ad approfondire l’aspetto interpretativo di un cantante come ‘narratore di storie’ e sono sempre stata attratta da personaggi come Billi Holiday, altra grande interprete della storia del jazz ed un faro per la stessa Abbey Lincoln. Ma la Lincoln ha aggiunto alla musica anche la valenza di 'veicolo' per contenuti di carattere politico e sociale. In particolare, ho scelto i brani in cui la Lincoln è stata autrice, di testo o di musica. I suoi testi sono testi di così grande spessore che con lei ho avuto la possibilità di interpretare testi di libertà e con un carattere esistenziale ed una preganza molto forte. Ecco, cercavo soprattutto l’espressione interpretativa.

Nel tuo percorso di maturità artistica, come definiresti questo nuovo disco?

Un disco denso, per tantissimi motivi. La scelta di Giovanni Falzone per gli arrangiamenti mi ha collocato da subito su una zona di sperimentazione, che ha comportato alcune scelte come quella di un organico non canonico e con una formazione atipica, piuttosto a ‘rischio’ per la voce, perché non ho alcun elemento armonico su cui poggiarmi, e con un altro tipo di suono nel guppo. Ho voluto quindi percorrere la strada della ‘canzone’, ma allo stesso tempo utilizzare sonorità, arrangiamenti e organico estremamente moderni e sperimentali sul tipo di percorso che ho imboccato da tempo e di cui Abbey Lincoln è un grande riferimento perché - nella sua tradizionalità di canto (rispetto all'improvvisazione di Nina Simone) - ha avuto accanto musiciti dal sound moderno e trasgressivo. Nel disco si condensano quindi due mondi in contrapposizione, che creano un contrasto. Si fondono sperimentazione e tradizione.

Z: Dal titolo “Abbey’s road”, in questo disco “passeggi” sulla strada di Abbey?

Incamminarsi sulla strada di Abbey significa abbracciare i suoi ideali, la sua lotta per i diritti e l’uguaglianza per gli esseri umani, temi ancora purtroppo molto attuali. Credevo di fare un disco datato ripetto alla scelta dei brani, ma in verità non lo è per nulla. Trovo importante che un artista attraverso la musica veicoli messaggi per sensibilizzare il pubblico su alcuni temi. Forse, anche per il ruolo che ricopro da tre anni di Presidente dell’Associazione Italiana di Musicisti di Jazz, amo usare la musica in modo da sensibilizzare il mio pubblico.

Tornerai anche live, quando?

Il 25 sarò a Pisa, il 27 a Perugia e il 28 alla Casa del Jazz di Roma.

 

BRANI 

1) ABBEY (FALZONE -MONTELLANICO)

2 )BIRD ALONE/ SINGING IN THE NIGHT  (A. LINCOLN / G.FALZONE)

3) FIRST SONG ( C.HADEN- A.LINCOLN)

4) LONG AS YOU'RE LIVING ( O.BROWN-J.PRIESTER- T.TURRENTINE)

5) DRIVA MAN/ FREEDOM DAY ( M. ROACH- O.BROWN)

6)THROW IT AWAY (A.LINCOLN)

7)WHOLEY EARTH ( A.LINCOLN)

8) WHEN LOVE WAS YOU AND ME ( T. JONES- A.LINCOLN)

9) TALKING TO THE SUN (A.LINCOLN)

10) JUST DO IT ( A. MONTELLANICO)

11)RAINBOW (M.LISTON-A.LINCOLN)

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