Didattica a distanza e arti performative: è possibile insegnare musical a distanza?

Quando parliamo di didattica a distanza sembra molto difficile accostarla alle arti performative, tuttavia gli insegnanti che lavorano in questo ambito hanno dovuto adattarsi all’attuale situazione pandemica.

Francesca Taverni è una performer di musical da 24 anni, che nei momenti di pausa tra uno spettacolo e l’altro ha sempre insegnato, in questo ultimo anno e mezzo di pandemia l’insegnamento è diventato un elemento molto importante nella sua vita di artista. 

Questa è la sua storia.

 

Parlaci della tua esperienza con la didattica a distanza: com’è andata in questo ultimo anno?

Io insegno nella The Bernstein School Of Musical Theatre, scuola di arti performative a Bologna. Quest’anno la scuola è stata riconosciuta come corso universitario, precisamente un corso triennale. Io insegno quello che in Italia si chiama “recitar cantando”, quindi quello che un bravo performer deve saper fare in scena. Una materia che forse meno di altre ha avuto problematiche con la DAD – basti pensare alle materie molto più fisiche, come danza. Insegnando canto e lavorando prevalentemente su canzoni singole, devo dire che è andato tutto molto liscio, anzi meno male che è stata introdotta questa cosa della didattica a distanza perché questi ragazzi hanno intrapreso un percorso di studi tre anni e dal mattino alla sera sono stati mandati a casa!  A marzo 2020 c’è stato un attimo di smarrimento iniziale, ma poi per fortuna ci siamo ingegnati per far continuare i corsi della nostra scuola.  Non è un mezzo ottimale, non lo consiglierei per partire da zero però meno male che c’è stato. Lo dico anche da mamma perché ho un figlio in prima media! 

Una volta finita la pandemia, continueresti ad utilizzare la didattica a distanza per insegnare oppure no?

Se è possibile fare in presenza preferirei fare in presenza però la didattica a distanza è un mezzo che probabilmente continueremo ad utilizzare anche dopo. Io insegno alla scuola del Teatro Nazionale di Milano, adesso sto facendo Dad anche con loro, spero di poterli vedere il prima possibile. Tuttavia spesso bisognava fare ore e ore di treno per un’ora di riunione, questo con le piattaforme streaming come Zoom non si farà più. La didattica in presenza è importante perché si creano dinamiche tra gli studenti  e ci permettano di stare più attenti ai ragazzi. Con la Dad ci stiamo perdendo l’aspetto umano. L’insegnamento online è molto utile però per le lezioni private: io sto facendo un webinar con un performer americano, e per fortuna che ci sono state queste lezioni online altrimenti non avrei mai potuto seguire il corso con questa persona! Quello che facciamo noi ha bisogno dell’insegnamento in presenza, noto che spesso i miei alunni sono stufi di dover seguire il programma annuale solo online. Quindi sì alla Dad, ma da utilizzare solo in casi di necessità per il futuro. 

 

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