Addio a Ennio Morricone: intervista a Claudio Fuiano per ricordare il Maestro delle colonne sonore

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In questo giorno di lutto mondiale del mondo della musica, un nostro caro amico: Claudio Fuiano, storico discografico, collaboratore di Ennio Morricone dalla notte dei tempi e da sempre nel mondo delle colonne sonore, ha scambiato con noi quattro parole per ricordare il grande maestro. Inoltre ci ha regalato lo scatto di un ritratto che ha donato ad Ennio Morricone qualche tempo fa, oltre ad alcune fotografie che lo ritraggono con lui.

Quando hai iniziato a collaborare con lui?

Circa trenta anni fa. Intorno al 1991, sebbene  ci conoscessimo da molti anni prima.

Quanti dischi hai prodotto e co-prodotto?

Ho perso il conto..CD di Ennio…diverse centinaia.

 

 

Come ti relazionavi con lui sulle nuove uscite e sulle colonne sonore da produrre? Ti ha mai detto: ” No, questa non farla uscire?”

 

 

Si. E’ successo per qualche titolo che preferiva rivedere e correggere rispetto alla prima stampa in vinile, oppure si opponeva se non gli piaceva la musica o il film per il quale l’aveva scritta. 

Era un tipo molto pignolo o ti dava carta bianca?

Pignole sarebbe riduttivo, ma mi stimava molto ed amava il fatto che io amassi molto le sue composizioni. 

Raccontaci questa foto con il Premio Oscar in mano. 

 

Fu un colpo per tutti quando Ennio ce lo comunicò, era il 2007. Corsi subito da lui appena rientrato da LA!

Sempre riguardo all’Oscar del film di Tarantino, c’è gente che dice che abbia scritto la colonna sonora più brutta, però vincendone l’Oscar. Sei d’accordo?

Un commento azzeccato…Claustrofobico….Quei fagotti nei titoli di testa sono perfetti insieme alle immagini. Neve, neve, neve ovunque…Claustrofobia allo stato puro.

La tua colonna sonora preferita?

Tante. Ma sicuramente opere come LA CALIFFA, METTI UNA SERA A CENAC’ERA UNA VOLTA IN AMERICA sono al primo posto delle mie preferenze.

 

Raccontaci invece un aneddoto divertente!

Quando un’estate di molti anni fa Ennio era da solo a Roma con la famiglia in vacanza e mi ricevette in versione estiva con pantaloncini e canotta e con tanto affetto mi servii personalmente del succo di frutta. Era molto affezionato  a me e la cosa era reciproca.

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